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ALLICU, SINDACO ANTIFASCISTA DI QUARTU SANT’ELENA di Maurizio Orrù
   
ALLICU, SINDACO ANTIFASCISTA DI QUARTU SANT’ELENA
di Maurizio Orrù

Oggigiorno lo studio della Storia contemporanea, non è al centro delle attenzioni e passioni culturali delle giovani generazioni.
La conoscenza della Storia può (e deve ) dare un fattivo e utile contributo affinché non si ricada negli errori del passato.
E’ necessario, anzi vitale, riappropriarsi della Storia, dei personaggi e delle vicende che sono entrate prepotentemente nella memoria collettiva. La memorialistica intesa come “voce che giunge dal passato” merita attenzione e riguardo. Seguendo questi generali presupposti va considerata e rivalutata la figura di Raffaele Cois (noto Allicu), antifascista e politico sardo. Ahimè, non esiste un sufficiente materiale bibliografico per delineare e comprendere il Nostro. Esiste solamente una testimonianza orale, che mi ha gentilmente concesso un nipote Alessandro Meloni. Attraverso, questa cordiale ed amichevole chiacchierata, è stato possibile conoscere Raffaele Cois, o meglio, Allicu.

Per la famiglia, com’era considerato e visto zio Raffaele?
“La sua figura , per la nostra famiglia, costituiva un modello ed un nobile esempio di coraggio, rettitudine e coerenza, a difesa delle cause di libertà ed uguaglianza. Questi ideali a cui si ispirava da giovane, comportarono a lui, alla moglie e ai figli, sacrifici e pene. In occasione delle sue visita a casa, per noi nipoti (siamo cinque fratelli) ciò costituiva un evento importante e di orgoglio”
.
Qualche cenno biografico sul Nostro può essere d’aiuto per capire.
La Famiglia Cois era originaria di Selargius (prov. di Cagliari). Raffaele nasceva nel 1902. Egli in gioventù era animato da ideale egualitari, vicino alle posizioni politiche ed ideologiche del socialismo libertario. Raffaele per motivi di lavoro, emigrava in Francia, ovvero il luogo scelto da tanti italiani per trovare una possibile e stabile occupazione e fuggire dall’odiato regime mussoliniano che imperava sovrano in Italia.
Allicu, ebbe modo di incontrare e venire a contatto con numerosi suoi connazionali fuoriusciti antifascisti, come i fratelli Rosselli, con i quali strinse rapporti di amicizia e Pietro Nenni, futuro dirigente nazionale del Partito Socialista italiano.

Zio Raffaele veniva spesso in Sardegna?
“ In uno dei suoi viaggi di rientro in Sardegna, fu incaricato, com’era prassi tra i gruppi dei fuoriusciti antifascisti, di introdurre in Italia, clandestinamente, della stampa politica illegale, la quale celata nel doppio fondo della valigia, permetteva di trasportare materiale di alto valore politico; ma, una mattina, appena varcata la frontiera di Ventimiglia, la polizia italiana, scopriva l’inganno e arrestava Raffaele Cois. E’ evidente, anzi certo che nel gruppo, vi fossero infiltrati e delatori del regime”.

Per Allicu, iniziava un lungo tragitto tra i vari penitenziari nazionali. Il regime fascista timoroso e preoccupato per possibili azioni di guerriglia antifascista,usava particolari metodi e stratagemmi.
In occasione di incontri e visite di importanti gerarchi di stampo mussoliniano, arrestava e rinchiudeva, per qualche giorno a Buoncammino, gli esponenti politici antifascisti. Questa era la prassi comune e consueta , che il regime perpetuava ai danni degli esponenti antifascisti.
Nel frattempo i coniugi Cois, Raffaele e Anna lasciarono il loro paese e si trasferirono a Selargius.

Com’era cambiata la vita del perseguitato politico antifascista Allicu?



“ Frequentò, ma non ho precisi riferimenti sulle circostanze e sui tempi, presumo prima in Francia e poi a Ustica, un esponente di primo piano del movimento anarchico, il carrarese Gino Bibbi, ovvero uno dei primi strenui e fieri oppositori del regime fascista. Zio Raffaele, per il possesso e detenzione di stampa illegale antifascista, nel 1926, veniva sottoposto a processo e condannato al confino, nell’isola di Ustica. Qui veniva a contatto con uno stuolo di militanti antifascisti e comunisti, maturando la scelta ideale e politica di segno marxista.”.

Allicu scontata la pena rientrava in Sardegna. Ma la polizia politica del regime, continuava a controllare la vita del Nostro perseguitato antifascista.
Cois, alla caduta del regime fascista, entrava nel CLN, diventando componente dell’Alto Commissariato all’Epurazione. Il quel torno di tempo, Allicu, trasferiva la sua residenza a Quartu Sant’Elena.
Raffaele Cossu, veniva inglobato nell’apparato politico regionale del Partito Comunista Italiano e nell’apparato delle società cooperative.
Puoi raccontarmi un episodio di zio Allicu, dirigente delle cooperative sarde?

“ Mio padre, ricordava di macchine agricole fatte arrivare dall’Unione Sovietica e destinate al nascente mondo cooperativo, e una di queste, nello specifico un trattore, fu dato alla prima cooperativa agricola e di consumo sorta a Selargius, su iniziativa di zio Raffaele. Però, dopo essere stato esibito in una festa di campagna, praticamente rimase inutilizzato per mancanza dei pezzi di ricambio”.

Raffaele Cois, nella sua attività di dirigente politico, ebbe modo di frequentare varie realtà sociali, come i lavoratori portuali, delle saline e dei minatori del bacino carbonifero del Sulcis-Iglesiente, suscitando ampi consensi umani e politici.

Zio Raffaele, era un capopopolo?

“ Zio aveva una efficace vis dialettica, e spesso, in base alle circostanze, svolgeva i comizi in lingua sarda. Secondo Dino Cocco (altra nota figura di antifascista cagliaritano), poteva (anzi doveva) essere considerato un vero capopopolo comunista.”.

In quel torno di tempo, come si manifestava e conduceva la campagna elettorale?
“ Anche nei paesi come Quartu e Selargius, nelle competizioni elettorali si usava colpire gli avversari politici , con becere insinuazioni. (la storia non è cambiata. Ahimè). In particolare, zio, veniva attaccato e sbeffeggiato politicamente, in quanto i genitori anziani continuavano l’attività di commercianti. Si trattava di un commercio minuto, quasi una forma di baratto, che svolgevano da tempi remoti e che non volevano abbandonare. Essi si rifornivano di oggetti quali stoviglie, stoffe ed altra mercanzia, che caricata su un vecchio carro trainato da un cavallo, affrontavano i tornanti della strada, allora bianca, che arrivava fino a Villassimius (Crabonasciu). Allora non esistevano botteghe, e si scambiavano gli oggetti con generi alimentari del luogo, come salumi, formaggi e pollame vario. Naturalmente l’attività commerciale dei Cois era mal vista, anzi denigrata dagli avversari politici, i quali non si capacitavano, come mai Allicu Cois, stimato e conosciuto uomo politico isolano, permetteva questo stato di cose? La risposta era ovvia, questo succedeva perchè era un “comunista”. Lui rispondeva rivendicando l’onestà e l’impegno che i suoi genitori mettevano nella loro attività di commercianti. Anzi zio Raffaele, criticava il perbenismo bigotto e il bieco pettegolezzo paesano, che preferiva le donne nullafacenti, dedite solo ai lavori domestici e parrocchiali.
Coincidenza volle, che sotto il suo mandato politico (Raffaele Cois, diveniva Sindaco di Quartu dal 1968 al 1970) il Comune di Quartu realizzava la sistemazione di quella strada, che veniva allargata e sistemata da un punto di vista urbanistico”.
Raffaele Cois, nel dopoguerra sceglieva di dedicare la sua vita alla politica, diventando consigliere provinciale a Cagliari, consigliere regionale e Sindaco di Quartu Sant’Elena. Egli moriva nel 1970 a Roma, dove si era recato per impegni politico-amministrativi.
Allicu ha lasciato un ricordo indelebile tra tutti coloro i quali hanno avuto modo di apprezzarlo umanamente e politicamente. Egli è stato un uomo rigoroso e integerrimo, ovvero ha dimostrato delle qualità e delle virtù assai difficili nel mondo politico sardo e nazionale.
 
 
 
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